Social Media Manager di te stesso?

Sì forse, ma anche no…

L’idea alla base di Facebook è che il profilo sia individuale, di una persona insomma, come facciamo tutti. Essa lo gestisce in autonomia, assumendosi ogni responsabilità di ciò che scrive.

In questo senso, siamo tutti Social Media Manager di noi stessi.

Per un’azienda il discorso è diverso. Intanto non c’è solo Facebook, abbiamo infatti molteplici canali social e anche restando sull’esempio di Facebook esiste una gestione dedicata per aziende: le pagine. Ne abbiamo parlato spesso, soprattutto della Differenza tra pagina facebook e profilo.

Chi è il Social Media Manager

Fino ad ora, non avevo parlato del Social Media Manager cioè del responsabile della gestione dei social aziendali o di un personaggio pubblico.

Però, in periodi di elezioni amministrative come questo, molti candidati o gruppi politici si stanno adoperando per promuovere le proprie liste sui social. Tra loro abbiamo chi si affida a un SMM e chi invece fa da sé, in questo articolo mi rivolgo a questi ultimi.

Alcuni SMM sono ormai delle vere e proprie star, si conoscono i loro nomi e perfino il loro stile di comunicazione. Io ne conosco qualcuno e sebbene non sia la mia occupazione principale, posso considerarmi a buon diritto un collega (non una star, ovviamente).
Mi piacerebbe quindi dare qualche suggerimento a chi ha comunque deciso di gestire i canali social della propria azienda o della propria lista elettorale.

La prima cosa che sembra ovvia, è che chi fruisce dei contenuti di una pagina social non è un amico o un parente. Egli è un Cliente oppure un potenziale Elettore.
Quindi, il registro comunicativo va adeguato a questo fatto essenziale.

E va adeguata anche l’immagine, che deve essere coerente con tutta l’immagine pubblica di chi scrive: sito, brochures, comunicati stampa, annunci ecc. Non mi dilungo su questo che mi pare essere davvero l’ABC.

Cosa fa davvero

Poiché il termine Social Media Manager è usato un po’ per tutto ciò che attiene i social chiariamo una cosa:

Solo in realtà piccolissime il Social Media Manager può essere colui che gestisce tutto ciò che passa attraverso i social, compresa anche l’advertising.
In realtà grandi e strutturate invece egli è il direttore della comunicazione (social). Ha alle dipendenze diverse figure che si occupano ognuna di un canale specifico, sotto di loro poi altre figure producono i vari contenuti.
Una professione quindi con molte sfaccettature da non sottovalutare.

Ma oggi parliamo di Social Media Manager di se stessi, cioè in aziende piccole e piccolissime. Vediamo allora cosa serve per potersi occupare dignitosamente di una pagina aziendale.

Vorrei inoltre ricordare che la pessima figura sui social la fa sempre l’azienda, mai un SMM di cui non si conosce neppure il nome.

Cosa serve per fare il Social Media Manager

La prima di cui ha bisogno un Social Media Manager è una buona cultura generale meglio se di livello universitario. Serve un ottimo (buono non basta) livello della lingua nella quale si decide di comunicare.
Il che vuole dire che se il pubblico è italiano deve avere un ottimo livello di italiano. Se il pubblico è anglofono magari serve anche qualcuno che faccia le traduzioni.

Servono specifici strumenti professionali, per l’editing dei testi, delle foto e dei video come, per esempio, Microsoft Office e la Adobe Creative Cloud. Sono strumenti offerti in abbonamento e che occorre padroneggiare bene, altrimenti ci saranno grandi perdite di tempo nella creazione dei contenuti.

Molti credano che la comunicazione social sia basata sull’immagine, in realtà ciò che resta in testa sono le parole; ciononostante, l’immagine è essenziale.

È essenziale avere a disposizioni materiali foto e video di qualità. Se non si ha ingaggiato un fotografo, serve una buona attrezzatura e una buona esperienza in ambito video/fotografico. Oppure pagare un abbonamento a qualche banca di immagini.

Serve poi essere sempre aggiornati sulle piattaforme (per esempio Facebook cambia qualcosa quasi ogni settimana). È indispensabile conoscere perfettamente tutti gli strumenti di pubblicazione che a volte sono un po’ macchinosi e spesso poco documentati in italiano.

Infine, serve tempo.

Serve molto tempo perché si deve stare dietro anche a statistiche, commenti, attacchi. Bisogna rispondere a chi ci scrive e vuole avere informazioni oppure spegnere le polemiche che possono seguire a una recensione negativa. Serve davvero molto tempo e non credo che tutti i piccoli imprenditori possano dedicare giornate intere ad occuparsi dei propri social.

Infatti l’esperienza mi dice che molti pur iniziando con le migliori intenzioni, dopo un po’ mollano. Finisce che i social non vengono più presidiati a dovere, lasciando campo libero alla concorrenza.

My two cents

Consiglio caldamente di far gestire i social da un Social Media Manager professionista, con un livello di esperienza commisurato al pubblico e alle dimensioni dell’azienda.

Un po’ di tempo fa un personaggio politico molto attivo su Twitter ha annunciato di aver assunto un Social Media Manager. La cosa fu salutata con sollievo dal suo pubblico più affezionato.

Personalmente mi è capitato di vedere clienti che si siano intromessi con dei post estemporanei in mezzo ad una campagna già avviata. Questo ha messo a repentaglio il risultato, distogliendo l’attenzione da quelli che erano gli obiettivi prefissati.
In questi casi, nonostante sia molto difficile togliere loro l’accesso alle piattaforme, credetemi che la tentazione di farlo è forte.

Credo di poter dire che parafrasando una vecchia massima nata in ambito legale che:

Spesso chi fa il social media manager di se stesso ha uno stupido come cliente. Condividi il Tweet

Se vi è piaciuto questo articolo condividetelo con i vostri amici...

Lascia un commento