Sardinia Tourism Call2Action: una opportunità da cogliere

Sardinia Tourism Call2Action: una opportunità da cogliere Marco Bellu https://www.marcobellu.it/author/marco/

La settimana scorsa, il 20 e 21 Giugno ho partecipato ai due incontri formativi Sardinia Tourism Call2Action sul tema del Turismo Eno-Gastronomico. 

Ho partecipato anche agli incontri precedenti a Maggio sul tema della Cultura e Archeologia e conto di compiere tutto il percorso formativo. In realtà mi manca la parte relativa ai borghi autentici, ma recupererò i i video dell’evento.

Cos’è Sardinia Tourism Call2Action 

Si tratta di un vero e proprio corso di approfondimento e di alta formazione manageriale finalizzato allo sviluppo della cultura manageriale nel sistema turistico, ideata dalla GEASAR su iniziativa dall’Assessorato al Turismo dalla Regione Sardegna, e rimando alla pagine web dell’Aeroporto di Olbia per maggiori approfondimenti.

Due giornate con una fitta serie di interventi anche internazionali.

Come le altre volte ha fatto gli onori di casa Lucio Murru il Direttore Commerciale dell’Aeroporto di Olbia mentre Josep Ejarque di Four Tourism ha condotto i lavori.

Apprezzabile la presenza e l’intervento di Pier Luigi Caria, Assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna  e il Capo di Gabinetto Ninni Chessa che ha anche portato i saluti dell’Assessora al Turismo Barbara Argiolas.

Ho apprezzato moltissimo alcuni interventi, tra cui quello di Antonio Posadinu Direttore Commerciale di Sella e Mosca e quello di Nicolò Corria Consorzio di tutela del Vino Cannonau doc.

Sono invece rimasto colpito negativamente da alcuni imprenditori, fortunatamente solo un paio, che forse non hanno ben colto il senso della giornata e si sono lasciati andare a discorsi molto politici e stucchevolmente autoreferenziali.

Gli ospiti sia Italiani che internazionali, tutti molto qualificati, hanno ben messo a fuoco da un lato le carenze del modello esistente, che fondamentalmente è mutuato da dei modelli di sviluppo agricolo e dall’altra le iniziative che hanno messo in campo paesi anche stranieri ma vicini.

Il modello di paesi come la Slovenia, che può contare su un ridottissimo apporto dal turismo balneare è a mio avviso, un interessante esempio per lo sviluppo di tematismi alternativi o complementari al nostro attuale modello.

Molto interessante poi la mostra Sardinia. Food stories curata dall’Art-Port Gallery  

Il secondo giorno essendo più “didattico” è stato più interessante almeno dal mio punto di vista.

day 2 Sardinia Tourism Call2Action

La sala gremita durante la seconda giornata dei lavori. Io e Sara Muggittu in seconda fila. Foto da https://twitter.com/SardiniaTC2A

In particolare ho trovato entusiasmante la lezione del Prof. Michele Tamma dell’Università Ca’ Foscari sui canvas, il business model e il focus sul prodotto turistico esperienziale.  

Insomma una due giorni intensa e interessante, nella quale ho fatto anche diversi incontri importanti e interessanti: ho ritrovato ex colleghi e professori della mia facoltà, conosciuto imprenditori, blogger e rappresentanti delle organizzazioni di categoria. 

La settimana prima, il 14 e 15 giugno anche stavolta insieme a Sara Muggittu ho partecipato al secondo ciclo di incontri territoriali per la definizione del Piano Strategico “Destinazione Sardegna 2018-2021”.

La formazione è crescita personale e professionale

Perché lo sto facendo? Per quale motivo sto dedicando queste giornate all’alta formazione, quando potrei invece continuare a fare il mio lavoro normalmente?

La domanda si potrebbe estendere ai molti che stanno partecipando a questo progetto, visto che siamo a Giugno e per tanti operatori del turismo la stagione è già iniziata.

Ma voglio invece ribaltare la domanda: perché non partecipare? E rivolgo questa domanda soprattutto a quegli operatori che spesso si lamentano che nulla viene fatto per migliorare e potenziare la nostra offerta turistica. A coloro che si limitano a chiedere più voli e più traghetti dimenticando che voli e traghetti ci sarebbero se solo ci fosse una offerta turistica più variegata e attenta al mercato.

Partecipare a questi incontri ha un grande valore.

Innanzitutto, si ha la possibilità di accedere a informazioni che solitamente non sono note al grande pubblico (anche se dovrebbero esserlo agli imprenditori) che sono utilissime per capire come si è evoluto il mercato, come per esempio i dati sui flussi turistici nostri e dei competitor.

Queste informazioni, unite alla analisi di mercati che per noi sono di grande interesse, non si trovano cosi facilmente e sono frutto di ricerche costose per cui ben venga potervi accedere.

Un altro motivo importante di partecipazione a Sardinia Tourism Call2Action, per uno come me che si occupa di  marketing ma soprattutto di comunicazione, è la possibilità di capire quali sono i punti deboli di una categoria di clienti che per vari motivi sta diventando la mia clientela di elezione.

Insomma, io ci vado per conoscere meglio il mio segmento di mercato, sapere di cosa ha davvero bisogno e confezionare una offerta adeguata.

Cosa ho capito del mio mercato

Finora se ne è parlato poco, ma dai discorsi che si sentono e dal livello di alcuni interventi mi è immediatamente parso chiaro un fatto.

Cioè la carenza di una vera gamma di prodotti turistici esperienziali che vadano ad affiancarsi al monoprodotto balneare. Inoltre, ed è questo che a me interessava sapere, quello che manca è anche la capacità degli operatori di comunicare con i propri clienti target in maniera efficace.

Questa carenza sarà ancora più forte quando, una volta che sarà attivo il piano strategico per il turismo della destinazione Sardegna, gli operatori dovranno in qualche modo esplicitare la loro offerta al pubblico, con modalità che i turisti possano comprendere ed accettare, principalmente attraverso il web.

È già emersa una grave carenza in termini di utilizzo delle tecnologie dell’informazione e una carenza nelle professionalità che utilizzano queste tecnologie.

Detto in altri termini, gli imprenditori del turismo, si affidano ai grandi gruppi internazionali per la vendita del loro prodotto/servizio turistico. Essi non sono in grado di affacciarsi sul mercato globale soprattutto quello internet e social con delle forme “individuali” credibili di comunicazione, restando quindi ostaggio delle OTA.

I siti web degli operatori sono in gran parte obsoleti, solitamente non sono mobile friendly, non sempre, anzi quasi mai, ben tradotti e l’insieme dei contenuti è carente e raffazzonato.

Avrei potuto portare qualche esempio ma, come si diceva un tempo, per carità di Patria mi astengo, consapevole che ognuno di noi potrebbe farne altrettanti.

Non esiste nemmeno l’idea (e quindi non ci si pone il problema) che la comunicazione è una attività professionale e che non può, a meno di casi sporadici di imprenditori eccezionalmente dotati, essere affidata a mani (o menti) inesperte.

Sulla questione strategica non ho nulla da dire, in quanto non mi compete.

Certamente, essendo il vicepresidente di Viaggio in Sardegna un’associazione sportiva che si occupa di Outdoor (e di molto di ciò che non è “balneare”) ho le mie idee e le porterò ai prossimi incontri di Sardinia Tourism Call2Action che saranno proprio centrati su quei temi.

Ma, quando scrivo sul mio blog, mi piace occuparmi più di comunicazione in senso stretto.

È evidente la mancanza di professionalità in questo ambito da parte di molti operatori. Non discuto della loro professionalità dal punto di vista prettamente turistico, però posso ben dire che il marketing è una disciplina che non può essere improvvisata e nemmeno la comunicazione.

È necessario che un imprenditore sappia chi sono i suoi clienti e per quale motivo si rivolgono alla sua struttura.

È indispensabile sapere cosa fanno i suoi concorrenti e capire come le condizioni al contorno influenzano il suo modello di business.

È vitale parlare al/con il proprio pubblico per far migliorare la propria offerta turistica.

Tutto questo molto semplicemente spesso non accade perché fino ad ora “i turisti arrivavano”.

Il fatto che molti confondano il marketing con la (scienza della) comunicazione poi è sintomatico.

Nel mio lavoro mi occupo sostanzialmente di comunicazione, ma a causa dei miei trascorsi aziendali ho molto ben chiari i processi sottostanti alla creazione di un prodotto e alla sua commercializzazione, la distinzione per me è evidente.

Non sembra invece esserlo per alcuni degli imprenditori che hanno partecipato a questi incontri, il fatto che fossero presenti però è significativo della loro volontà di migliorare la propria attività.

Conclusioni

Sono convinto che queste aziende inizieranno a prendere seriamente in considerazione il loro modo di comunicare, dopo che avranno ben chiaro a chi si vogliono rivolgere.

E sono altresì convinto che sempre di più si dedicheranno al loro mestiere di imprenditore che comprende anche lo studio e l’applicazione del marketing. E magari lasceranno invece ai professionisti come me, il mestiere di raccontare chi sono, cosa fanno e per quale motivo un turista dovrebbe prendere in considerazione la loro offerta,  piuttosto che quella di un concorrente ovunque nel mondo.

In definitiva sono ottimista.

Credo che ci sia la voglia da parte degli imprenditori, di fare un salto in avanti, anche sobbarcandosi la fatica di formarsi in discipline non semplici come il marketing.

E sono anche convinto che siamo vicini alla fine della figura dell’imprenditore “one man band” che ricopre a seconda delle necessità, tutti i ruoli aziendali pur non avendo la specifica preparazione o esperienza per farlo.

E questo per ora è tutto per Sardinia Tourism Call2Action, ci rivedremo a Settembre per parlare di Vela e Golf.

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