Tre domande sul proprio sito aziendale.

Do per scontato che qualunque attività, di qualsivoglia natura abbia una qualche forma di comunicazione sul web.

Almeno una: un sito, una scheda azienda su un portale, una pagina Instagram, Facebook o Google Mybusiness.

Perciò andiamo subito al sodo ed ecco la prima domanda che ogni titolare di una attività dovrebbe porsi:

1. Il nostro sito come si presenta sugli smartphone?

Il motivo sta in questa immagine, si gli insight di una mia campagna su facebook per promuovere un articolo del blog.

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Le statistiche di una campagna pubbliciaria su facebook

I dati sono molto semplici da capire, la stragrande maggioranza di visualizzazioni sono avvenute su dispositivi mobili, e siccome l’inserzione su Facebook era un link al mio sito, di conseguenza l’articolo sul sito è stato visualizzato da dispositivi mobili.

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Le statistiche offerte da Google Analytics

Qui sopra invece ci sono i dati di visualizzazione su Google Analytics ordinati per dispositivo e anche qui è chiarissimo come il mobile sta diventando fondamentale.

Non c’è altro da dire: se nel vostro sito non si naviga bene da un qualunque dispositivo mobile, i vostri potenziali clienti scappano a gambe levate. Fine della storia.

2. Sei diverso dai concorrenti?

Ad ogni imprenditore piace pensare che la propria azienda sia differente dai concorrenti.

E in linea di massima è vero, anche se presta la stessa tipologia di servizio o vende una simile gamma di prodotti ci sono sempre delle differenze.

Quando agiscono come clienti, anche gli imprenditori sono sensibili alle differenze, per cui perché dimenticarsene quando dobbiamo vendere agli altri?

Il sito è essenzialmente una macchina per vendere il proprio prodotto o servizio, se non lo fosse allora sarebbe una inutile spesa ed uno spreco di tempo che come ben sappiamo non è gratis.

Se il sito aziendale contiene la solita solfa tipo:  

“siamo una azienda che si distingue per la professionalità e la attenzione al bisogno del cliente…” ed altre banalità simili.

Se ci sono foto rubacchiate senza gusto e magari uguali a tutti gli altri del settore.

E` ovvio che per i clienti risulterà sgradevole, ma soprattutto non si potrà mai ricordare se il sito è il nostro o del nostro concorrente.

un esempio? ecco qui sotto…

Non solo è stata usata la stessa immagine in tre siti di farmacie concorrenti, ma anche il layout del box a lato “chi siamo” o “contatti” è sostanzialmente lo stesso. Inutile dire che questo è assolutamente da evitare.

3. Il sito aziendale è ben posizionato su Google?

Molto dipende da cosa intende l’imprenditore per ben posizionato, io intendo una cosa semplice anzi semplicissima: 

Il proprio sito aziendale riesce ad essere in prima pagina su Google nella ricerca del prodotto o servizio offerto per la zona dove questo è venduto?

La risposta è semplice e crudele: sì o no.

Siccome il web è molto dinamico potrebbero esserci delle variazioni anche grandi e i concorrenti non stanno a guardare ma, se il sito riflette la gamma dei prodotti e servizi di una azienda sarebbe ragionevole trovarlo in prima pagina almeno a livello locale nei dintorni della sede aziendale.

Quello che mi preme ribadire è che non si posiziona una azienda su google, ma un prodotto o un servizio.

Infatti, in linea di principio cerchiamo un prodotto o un servizio per essere più precisi, cerchiamo la soluzione ad un problema.

Il sito aziendale è una macchina per vendere. Se non lo fosse sarebbe un'inutile spesa e uno spreco di tempo, che come ben sappiamo non è gratis. Condividi il Tweet

Devo fare un buco nel muro? Ok, cerco un trapano, molto semplice.

Anche se cerco un’azienda (che so fa o vende qualche cosa) in realtà sto sempre cercando il prodotto o il servizio che offre

Spero sia chiaro questo concetto. Perché più il prodotto o il servizio è ben differenziato e specifico più facilmente si potrà posizionare su Google.

Se devo fare un buco nel muro di cemento armato cercherò chi vende trapani per cemento armato, non semplicemente trapani, magari inizio in maniera generica poi raffino la ricerca.

Conclusioni

Se la risposta anche a una delle tre domande qui sopra è “poco o nulla” direi che è il caso di approfondire la questione e fare subito qualcosa.