Gestire il controluce al tramonto

Gestire il controluce al tramonto Marco Bellu https://www.marcobellu.it/author/marco/

Una delle condizioni di luce che mi trovo spesso a fronteggiare quando scatto è il controluce al tramonto, si tratta di una condizione interessante che saputa gestire regala anche delle soddisfazioni e a me personalmente piace molto. Qui sotto ci sono alcuni esempi di cosa intendo per controluce al tramonto:

le differenze tra le foto sono abbastanza evidenti, nella prima il sole è già scomparso sotto l’orizzonte e sono ben percepibili ancora molti colori, nella seconda il sole è parzialmente mascherato dall’impianto ed è ancora visibile un po’ di primo piano, nella terza invece sebbene il sole non sia visibile in quanto appena tramontato abbiamo una silhouette perfetta dove tutto è nero tranne il cielo.

Questa condizione la trovo interessante per vari motivi ma uno in particolare mi affascina, si tratta della possibilità di isolare un concetto legandolo ad alcuni elementi dell’immagine in maniera molto netta, è lo stesso principio della messa a fuoco selettiva che possiamo ottenere con una ampia apertura di diaframma, ma qui è portato all’estremo dalla mancanza di mezzi toni.

Il problema più grosso che si pone quando si cerca di ottenere una immagine così è che l’esposimetro della macchina fotografica non è in grado di gestire il controluce estremo. Il motivo è semplice ed è spiegato in tutti i manuali di fotografia, l’esposimetro della macchina fotografica cerca di ricondurre la nostra scena ad un valore di luminosità coincidente con il cosiddetto grigio medio, ma qui abbiamo zone molto chiare e zone molto scure che distano tra loro molto di più della latitudine di posa della nostra pellicola o del nostro sensore per cui sarebbe impossibile ottenere una esposizione corretta.

Detto questo, è anche bene chiarire che foto come queste che abbiamo visto sono “corrette” se il nostro soggetto è del tutto nero o quasi, con un contorno netto e quasi nessun dettaglio all’interno.

Occorre poi che sia la luce a disegnare i contorni e quindi dobbiamo far si che la luminosità che circonda il nostro soggetto si sufficiente,

Altra cosa se possibile, bisognerebbe evitare di bruciare troppo le alte luci, evitare cioè che ciò che non è nero diventi bianco.

Messi questi paletti adesso vediamo un paio di esempi, prima però è bene avvisare chi legge che:

Io uso Canon ma se anche usassi Nikon o altre marche i concetti sono gli stessi, le funzioni delle macchine possono cambiare perciò per scoprire come fare a blocccare l’esposizione o passare alla modalità esposimetro spot fate riferimento al manuale della vostra macchina.

Primo esempio:

Pescatore

Questa foto è stata scattata pochi istanti prima del tramonto, il sole è fuori campo e grazie al paraluce non ha disturbato l’inquadratura e non ha creato fenomeni strani come flares o riduzione del contrasto. Il soggetto è un pescatore a Torregrande nei pressi di Oristano che rientra a fine battuta.

Ho impiegato un medio tele, il Canon EF 135mm L USM f1:2, pur essendo estremamente luminoso non ne ho sfruttato il massimo diaframma possibile, in questo caso mi interessava più mantenere una certa profondità di campo e lasciare intuire lo sfondo senza sfocarlo del tutto, volevo cioè che il personaggio si muovesse in un ambiente ancora riconoscibile dal momento che sarebbe bastata la silhouette a definirlo.

Per ottenere una silhouette mi bastava calcolare l’esposizione per il cielo e abbassare di uno stop, quindi teoricamente passare da 1/100 sec a f/11 e 100 ISO a 1/200 sec mantenendo uguali diaframma e sensibilità, la foto invece è stata scattata a 1/400 sec f/8 e 100 ISO, perchè?

Perchè il mio 135 non è stabilizzato per cui devo mantenere un tempo di sicurezza per evitare il mosso, la regola dice che il tempo di sicurezza è pari al reciproco della lunghezza focale per cui almeno 1/135 sec, ma la regola è pensata per la pellicola che ha il formato 24×36 mentre la mia EOS 50d ha un formato più piccolo, con un fattore di crop 1,6 per cui il tempo di sicurezza teorico sarebbe di 1/216 sec ovvero 1/250 sec che è il tempo che mi  consente di impostare la mia macchina.

Quindi: 1/200 non lo potevo usare perchè troppo lento, 1/100 ancora peggio, 1/400 equivaleva a 1/200 solo a patto di aprire il diaframma da f/11 a f/8 e ci poteva stare senza sfocare troppo lo sfondo, per cui alla fine ho fatto così.

In fase di elaborazione del file raw ho solo controllato l’orizzonte e la temperatura di colore che per avere quell’aspetto caldo e dorato deve essere alzata fino a 7500°K.

In questo caso non ho usato l’esposimetro della macchina, ma ho fatto tutto in manuale, bisogna dire però che esiste anche un modo di utilizzarlo impiegando la modalità spot.

Con la modalità spot calcoliamo l’esposizione su una porzione piccolissima e molto precisa del fotogramma disinteressandoci del resto. Nel caso in questione la porzione da misurare è il cielo a sinistra del soggetto, una volta misurato quello potete stare certi che sottoesponendo di uno o due stop del soggetto resteranno solo i contorni.

Operativamente:

  1. passate alla modalità spot
  2. regolate la correzione dell’esposizione a -1 o anche meno
  3. inquadrate, misurate l’esposizione, e bloccatela
  4. ricomponete mettendo a fuoco il soggetto ed infine scattate

Non dovrei dirlo perchè è ovvio ma, con ottiche molto luminose e diaframmi aperti è meglio usare i punti di messa a fuoco che si trovano nei pressi del soggetto, perchè data la ridotta profondità di campo, anche un piccolo angolo di spostamento nel ricomporre lo metterebbe fuori fuoco.

Secondo esempio:

Fenicotteri a Mari Ermi

Questa foto è stata scatta sempre vicino a Oristano per la precisione a Mari Ermi, io scatto ai tramonti prevalentemente sulla costa occidentale, sembra una banalità ma ho visto da poco qualcuno che ha cercato di far passare un tramonto dietro Tavolara.

In questo caso ho cercato di mantenere le bellissime sfumature che vedevo nel cielo, un po’ del mare ed i riflessi sullo stagno. Il sole era già tramontato da qualche minuto e la luce stava rapidamente scemando per cui visto che anche in questo caso avevo montato il 135mm ho dovuto usare il  treppiede. Con il il diaframma a f/8 il tempo si è allungato a 1/15 sec, fortunatamente i fenicotteri stavano già dormendo e non si sono mossi, mentre sono mossi i loro riflessi a causa del movimento dell’acqua dello stagno.

Ricapitolando :

Niente esposimetro automatico ma solo esposimetro spot:

su una ampia zona chiara, (non troppo chiara) senza correggere nulla

oppure

sul soggetto, impostando la correzione dell’esposizione almeno a -1EV che già è in ombra e diventerà completamente nero.

Importante: mantenere luminoso ciò che circonda il soggetto, al limite si aumentano i neri in fase di sviluppo del raw.

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