Nell’era democratica

Nell’era democratica Marco Bellu https://www.marcobellu.it/author/marco/

Abbiamo creato e consolidato un’abitudine all’apparenza, costruendo significanti vuoti di significato in una iconografia sintetica che assembla frammenti di narrazione e li serve come una ideologia à la carte.

Oggi è il giorno della memoria, ma quasi nessuno oramai è rimasto di coloro che la memoria l’hanno trasmessa per diretta testimonianza. Di questo tutti ce ne siamo fatti carico in parte, tramandandola e adattandola assieme all’idea che il solo ricordo ci salverebbe dal ripetersi della catastrofe. Di quella catastrofe, senza estenderne la portata oltre i confini del continente.

Poichè invece orrori non meno gravi non sono certo mancati ai nostri occhi, ne ad occhi più giovani dei miei mi vien da pensare che la memoria senza che sia dato un senso alla pura registrazione dei fatti altro non è se non esercizio di tecnica.

Dante ammonisce: “non fa scienza sanza lo ritener lo avere inteso” ricordando che se la memoria è indispensabile essa però segue la comprensione.

Non sembra inutile sottolineare che il ‘900 delle grandi ideologie porta l’angoscioso peso e il paradosso per cui grandi masse democraticamente elessero coloro che li guidarono incontro all’orrore.

E anche oggi, nell’era democratica, piccoli olocausti e luoghi di concentrazione.

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